COMUNICATO STAMPA
Il Sigillo della Città di Trieste
sarà conferito dal Sindaco Roberto Dipiazza a don Marco Eugenio Brusutti Volontario AIL
11/2/2026 Comune di Trieste, Salotto Azzurro
Marco Eugenio Brusutti, sociologo, bioeticista, 30 anni di vita spesa come volontario per i bambini ammalati; da Padova a Trieste un filo rosso di cura e di amore
Don Marco Eugenio Brusutti, nato a Venezia, da 20 anni cittadino di Trieste, presbitero del Clero di Trieste, giornalista e scrittore, sociologo e bioeticista per le cure palliative pediatriche della Regione Friuli-Venezia Giulia, punto di riferimento per le persone sofferenti e ammalate. Da 30 anni è un volontario AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma. Presidente della Sezione AIL di Padova, si dedica ai bambini oncologici con dedizione e amore. A Trieste don Brusutti opera all’Ospedale Burlo Garofolo nel reparto di Pediatria diretto dal Prof. Egidio Barbi, inserito nell’équipe di cure palliative pediatriche diretta dalla Dott.ssa Lucia De Zen. È noto l’impegno di don Brusutti per la realizzazione del primo hospice pediatrico della Regione Friuli-Venezia Giulia, egli infatti ha organizzato numerosissime iniziative per sostenere non solo economicamente ma soprattutto per sensibilizzare l’opinione pubblica per tale scopo. Ma ancora più importante è il suo approccio umanistico allo sviluppo del sociale e del mondo delle istituzioni per realizzare strumenti concreti di crescita e di aiuto per le fasce deboli e in particolare per i bambini. Presidente di diverse realtà culturali, membro di comitati scientifici anche internazionali, ha ricevuto diversi riconoscimenti.
Una madre ha voluto raccontare la sua storia segnata dalla sofferenza e del suo incontro con don Marco Eugenio Brusutti proprio nel momento più difficile a causa del distacco dal suo amato bambino gravemente ammalato e poi deceduto. Don Brusutti – ha scritto la madre – non le è stato vicino come un medico, come un operatore o solo come un prete, ma come una persona di famiglia, un fratello, che arrivava nel cuore della notte quando c’era bisogno. Brusutti faceva parlare “la mano” che stringeva a suo figlio anche quando si stava
Padova, 11 febbraio 2026
in silenzio, ha pianto con lei e con suo marito. Un sacerdote che ha saputo non essere un professionista o un volontario ma vivere assieme a loro il distacco da questa meravigliosa creatura, come avrebbe fatto per un suo familiare. Questa umanità le ha fatto conoscere l’amore di Gesù. È ritornata alla fede ed oggi vuole impegnarsi nelle associazioni che si occupano di assistenza pediatrica. Questa madre allora ha scritto una lettera accorata all’Associazione Volontari Assistenza Ammalati e Anziani Trieste ODV, alla sua Presidente Domiziana Avanzini. Così questa informazione è giunta al Sindaco della Città di Trieste; molte associazioni di volontariato hanno aderito alla proposta di significazione del presbitero, tra cui la Marchesa Etta Carignani di Novoli. Il plauso è giunto unanime e molti vorranno partecipare alla consegna del premio che avverrà mercoledì 11 febbraio 2026 nella Sala Consiliare del Comune di Trieste.
È stata scelta una giornata speciale, dedicata al malato, la 34a, istituita da Papa Giovanni Paolo II che aveva scritto molto sul tema della sofferenza, la Vergine di Lourdes che viene festeggiata proprio perché grazie alla sua intercessione ha guarito molti casi impossibili. Per il 2026 è stato scelto come tema “La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, tratto dal brano evangelico. Il samaritano manifesta l’amore prendendosi cura dell’uomo sofferente caduto nelle mani dei ladri, un amore totale e disinteressato verso il prossimo.
L’amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza con i quali si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia.
La giornata Mondiale del Malato, istituita nel 1992, vuole essere un momento privilegiato di vicinanza e riflessione per tutta la comunità e per la società civile verso chi soffre la malattia e la fragilità.
Papa Leone XIV richiama alla necessità di implicarsi anche in modo sano e vero prima amando sé stessi e in questa prospettiva curare malati e fragili.
Una giornata speciale per la solidarietà di Trieste e per l’impegno etico e umanitario di don Marco Eugenio Brusutti che ha già dichiarato di voler dedicare il Sigillo al presbiterio di Trieste, in totale unione al suo Vescovo e ai sacerdoti che in diversi modi e nell’anonimato vivono un amore autentico profuso per Dio e per il prossimo.
Don Brusutti è stato recentemente nominato in una Commissione Internazionale di Parigi che si occupa di bambini per poter fornire la sua esperienza e il suo contributo per migliorare la qualità di vita dei minori affetti da gravi patologie inguaribili, segno della stima internazionale che il sacerdote triestino gode nei più diversi ambiti.
Don Brusutti è stato coorganizzatore del progetto “Stai Bene” nato con l’obiettivo di prendersi cura del paziente pediatrico oncologico per il benessere globale del bambino e per migliorare la qualità di vita accompagnandolo lungo tutto il percorso di cura con un approccio multidisciplinare e tecnologie innovative, in continuità tra ospedale e domicilio, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un progetto di AIL Nazionale con 3.751 colloqui psicologici in presenza, 1.360 sedute fisioterapiche, 161 sessioni di attività motoria, che hanno potuto portare al reinserimento scolastico, al miglioramento e autonomia del bambino a migliori capacità motorie, per un generale miglioramento della qualità di vita a lungo termine.
